5° Rotary Sun Tour 2022

Sun Tour 5

Una passeggiata tra amici rotariani con le proprie auto classiche, per conoscere ed apprezzare il patrimonio artistico e le bellezze paesaggistiche presenti nel territorio del sud d’Italia, con il fine di raccolta fondi per realizzare lo spirito rotariano del Service.

La 5° edizione 2022 del ROTARY SUN TOUR mira a far apprezzare i luoghi e le bellezze artistiche e culturali della Grande Lucania.

Prima tappa: suggestiva passeggiata nei borghi del Vallo di Diano, con visita del castrum di Teggiano con il castello di Sanseverino, il castello Normanno del Guiscardo di Caggiano, il centro storico di Polla con il Convento di S. Antonio ed in serata conviviale rotariana. Interclub con soci del R.C. Sala Consilina, del R.C. Salerno Duomo e tutti gli equipaggi.

Secondo giorno visita al castello Normanno Angioino di Buccino, che presenta diverse fasi di vita che ne attestano un uso prolungato, dal XII al XX secolo d.C., con successive fasi di restauro e di adattamento. Nel XII secolo fu costruita la torre quadrata “il Mastio” unica testimonianza della fase normanna della costruzione,  il cui impianto iniziale rimase inalterato fino alla fine del XIII – prima metà del XIV sec. d.C. quando, sotto la dominazione angioina, la struttura fu ampliata con l’inserimento di un apparato difensivo munito di due torri circolari, di cui l’unica ben conservata è quella a sud-ovest,  e di una duplice cinta di mura. Successivamente visita al Museo Archeologico Nazionale di Volcei, che vuole ripercorrere, attraverso i reperti in esso raccolti, la lunga e affascinante storia delle popolazioni che nei secoli hanno abitato le colline sulle quali si affacciano i monti Alburni. Il percorso espositivo illustra la storia di Volcei e degli insediamenti che l’hanno preceduta secondo una sequenza ininterrotta dalla preistoria all’età tardoantica.

Nel pomeriggio visita al castello di Villa d’Ayala che ha uno sviluppo planimetrico di circa 600  metri quadrati ed abbraccia la torre ed il contiguo cortile interno per  una altezza massima di circa 20 metri per un totale di tre piani e un  sottotetto. Il perimetro superiore del secondo piano e del sottotetto  sono provvisti di merli e agli angoli sorgevano cinque torrette,  crollate e demolite a seguito dei danni causati dal sisma del 1980. La  Torre, denominata da alcune fonti Torre Normanna, è addossata al lato  nord del Palazzo e rappresenta la preesistenza più antica del complesso. Il tutto circondato da uno splendido Parco della Villa, cui si accede da valle, in  prossimità del centro del paese, con uno sviluppo tra  i 17 e i 18 ettari ed è interamente circondata da mura.  Il suo disegno  attuale è riconducibile ad una realizzazione del XVIII secolo e di  quest’epoca presenta alcune caratteristiche tipiche. Il Parco si  configura come un bosco ceduo misto, con una prevalenza di lecci, castagni ed aceri, di grande estensione e, come caratteristico dell’epoca, appunto, come bosco produttivo:  esso è solcato da viali pressoché rettilinei ma che disegnano una scacchiera irregolare, dei quali alcuni ripercorrono i tracciati originali, altri sono di epoca più recente. In serata cena e pernottamento a Melfi che sorge su una collina che si affaccia sulla valle dell’Ofanto a poca distanza dal monte Vulture. Il centro storico è racchiuso nell’originaria cinta muraria normanna riedificata in età aragonese. 

Terzo giorno visita alla città di Venosa che si trova nel territorio del Vulture, considerata tra i borghi più belli d’Italia. Le origini di Venosa si perdono nella notte dei tempi. Il sito preistorico di Notarchirico, posto a pochi chilometri dal centro abitato, è il più antico della Basilicata. Ha restituito numerosi resti fossili di animali estinti, il femore dell’homo erectus e numerosi strumenti litici. La città fu fondata dai romani nell’anno 291 a.C. a controllo della valle dell’Ofanto, e della via Appia. I Romani dopo la vittoria sui Sanniti, dedicarono la città a Venere, divinità cara ai vinti. La storia di questa città, a partire da questa data, è legata alla storia di Roma, che la eleva a “Municipium” (città romana), estendendo il diritto di voto e di cittadinanza ai suoi abitanti. Qui nacque e trascorse la sua adolescenza il grande poeta latino Quinto Orazio Flacco.

Nel pomeriggio trasferimento nella città di Melfi per visitare il castello di forma poligonale, con otto torri e fossato difensivo. Il nucleo più antico è costituito dal corpo di fabbrica centrale composto da quattro torri angolari che racchiudono un perimetro quadrato, voluto dai cavalieri normanni all’inizio del XII secolo. In esso si tennero ben cinque Concili papali e nell’anno 1089 fu bandita la prima crociata in Terra Santa. Nel secolo successivo il castello fu ampliato, per volere di Federico II, e divenne forziere del regno, prigione ed un importante centro i studi, in cui Pier delle Vigne e Riccardo da Capua redassero nel 1231 le “Costitutiones Augustales”, il più antico testo di leggi scritte del medioevo, un’opera di primaria importanza per la storia del diritto. Altri ampliamenti si ebbero con gli Angioini, i Caracciolo di Napoli e con i Doria che tennero il castello dal 1531 al 1952, anno in cui fu donato allo Stato Italiano affinché fosse istituito il Museo Archeologico Nazionale del Melfese, intitolato a Massimo Pallottino, un noto archeologo italiano.

Quarto giorno si conclude il tour nella città di Melfi. Dopo la prima colazione, ci salutiamo con l’augurio di rivederci alla prossima edizione.

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